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venerdì 17 marzo 2017

Konovalov e Kovalev


Oggi, nella sua pagina Facebook, il poeta Dmitrij Strocev ricorda il doloroso 17 marzo di cinque anni fa. Doloroso per il suo paese, la Bielorussia.

Lo fa riportando la parte centrale di un trittico, un lacerato lamento in tre parti, dedicato ai due giovani venticinquenni, Dmitrij Konovalov e Vladislav Kovalev, accusati di essere gli esecutori dell'attentato alla metropolitana che nell'aprile 2011 provocò la morte di quindici persone e parecchi feriti. Dopo un velocissimo processo farsa nel novembre dello stesso anno, il 17 marzo 2012 i due sono stati giustiziati con un colpo di rivoltella alla nuca, senza che i parenti e gli amici fossero avvisati. Lo Stato non ha concesso nemmeno i loro corpi. 
La scrittura di Strocev, la sua poesia, assorbe la cronaca dei nostri telegiornali e del quotidiano surfing sul web, ne intuisce la portata storica, ne trasmette l'orrore e si mette di traverso tra la memoria e l'oblio. 

Eccolo allora, il Reportage di Pasqua, uscito nella settima raccolta di versi di Strocev, Šag (Passo) del 2016, e in italiano nel 2014 con il titolo Reportage di Pasqua e altre poesia nella raccolta Tradurre il Novecento (Parma).
 


ПАСХАЛЬНЫЙ РЕПОРТАЖ




первый месяц

без имени и лица
э т и  н е л ю д и
фотороботы
нарочитые


потом

вспышки
газетных полос
фамилии
Коновалов
и
Ковалёв

с л е с а р ь
и
т о к а р ь
уничтожающее

ничьи
никчёмные

опять

скользкое видео
мутные силуэты
тот не тот

дурная драматургия
пыточный
пот
с кровью


и вот

лифостротон
клетка колизея
в звериной цепи

прямота
свидетельства
мученические глаза
в сердце

улыбка
строка
маме


смерть
где твоя победа
где клики толпы
р а с п н и

один голос
в зале суда
торопливому аду
позор


и ныне и присно

панихида
21 марта
отец Александр
возглашает

новопреставленные
невинноубиенные
Владислав
и
Димитрий


молите Бога о нас







REPORTAGE DI PASQUA



il primo mese

senza nome né viso
q u e s t i  n o n – u o m i n i
identikid
mirati


dopo

flash
di colonne di giornali
i cognomi
Konovalov
e
Kovalev

f a b b r o
e
t o r n it o r e
ti annichilisce

uomini di nessuno
uomini di nessun valore

di nuovo

il video ambiguo
figure vaghe
è lui non è lui

brutto copione
di tortura
sudore
e sangue


e ancora

litostroto
di colosseo galera
in bestiale catena

sincerità
testimonianze
occhi di martiri
nel cuore

un sorriso
un sol rigo
alla mamma


morte
dov'è la tua vittoria
dove le grida della folla
c r u c i f i g e

una voce sola
nell'aula del giudizio
al frettoloso inferno
ludibrio


e ora e sempre

l'ufficio funebre
21 marzo
padre Alessandro
proclama

animesante
martirinnocenti
Vladislav
e
Dimitrij


pregate Dio per noi





 

mercoledì 12 dicembre 2012

Al giorno d'oggi. Il giornale di Dmitrij Strocev. Due poesie

In questi giorni è caduto l'anniversario dell'imponente manifestazione del 10 dicembre 2011 a Mosca.  Molte speranze si erano accese nella società civile sulla Piazza Bolotnaja gremita di gente normale che voleva dire basta ai brogli, a un potere corrotto e pervasivo, implicitamente minaccioso verso tutto ciò che non può controllare (vedi le ONG dichiarate agenti stranieri se ricevono donazioni dall'estero), basta alle nuove leggi che andavano rosicchiando sempre di più pezzetti di libertà. Non riesco a riflettere su cosa sia rimasto davvero di quell'exploit dell'opposizione, che poi si è riversato in tanti rivoletti (gli occupy vari, i nastri bianchi...). Difficile anche in casa nostra con le acque che si intorbidano sempre più anche qui.
Un poeta schivo, onesto e limpido ha pubblicato qualche tempo fa un libro strano e lo ha intitolato Gazeta, Giornale. Come se la sua poesia a volte lieve, a volte assurda, altre difficile tanto incistita in una tradizione culturale che pesa e a volte schiaccia, a un certo punto avesse sentito il bisogno di farsi giornale e di occuparsi in modo tutto suo anche dell'attualità. Dio ti benedica Dmitrij.
Ecco due poesie di quella raccolta  (D. Strocev, Gazeta, NLO, M. 2012, p. 15 e 35). Ne avevo già parlato qui

sabato 7 luglio 2012

Gazeta di Dmitrij Strocev

E' uscito per NLO (Novoe Literaturnoe Obozrenie) il nuovo libro di Dima Strocev. Evviva!
Intanto che aspetto di averlo, ho spulciato in Internet. Per chi capisce il russo ecco questo video.


E per chi no. Questa traduzione improvvisata...


голоса культуры
наперебой предлагают
ответы и смыслы

эта
наружная реклама
одуряющая иллюминация

этот
газ
заполняет
весь объем
ума и сердца

где
нам с тобой
побыть

постоять
подышать
повисеть

над бездной
le voci della cultura
una sull'altra offrono
risposte e significati


questa
pubblicità in strada
inquinamento luminoso


questo
gas
colma
tutto lo spazio
di cuore e cervello

dove
io e te
stare

rimanere
respirare
incombere

sul baratro

domenica 23 ottobre 2011

Una poesia di Dmitrij Strocev, per Massimiliano


Chlebnikov è nostro maestro,
Cattedrale di erbe mediche.
Solo che bene non ci han voluto:
Il maestro ci hanno ucciso.

Noi, figli, raccogliamo maggiolini,
Guarda: zio V. Chlebnikov.
Siamo suoi ruscelli: Velimir!
E lui tace: Siate uomini.
 La voce di Strocev che recita la poesia