Visualizzazione post con etichetta Černobyl'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Černobyl'. Mostra tutti i post

lunedì 25 aprile 2011

Venticinque anni da Černobyl'. Glasnost' negata oggi come ieri

E' curioso che nell'epoca delle statistiche e dei sondaggi non abbiamo a disposizione un registro e una contabilità oggettiva delle conseguenze del disastro di venticinque anni fa.
A suo tempo, l'avevamo imputato alla tirannia opaca di un regime dittatoriale. Ma viene il dubbio che la nostra società delle libertà (è pericoloso quando un sostantivo singolare e unico diventa plurale, perfino il Paradiso si frantuma nell'orrore dei paradisi artificiali) sia altrettanto lontana dalla glasnost'.
E' sotto ai nostri occhi come è stata gestita l'informazione su Fukushima. Il (sedicente) Forum Nucleare Italiano che si prefigge di promuovere una discussione serena a venticinque anni da Černobyl' non si degna di ricordare l'anniversario. Anzi, è sparito l'articolo di qualche tempo fa in cui vergognosamente si minimizzavano gli effetti della catastrofe. Forse dopo Fukushima si sono accorti che le loro tesi non erano più plausibili e che la gente, diventata più sensibile, potesse essere meno manipolabile? Ne avevo parlato il 3 marzo e, stranamente, anche la pagina del loro sito che avevo linkato non esiste più, o meglio rimanda a tutt'altro. Rimane la sgradevole sensazione di essere bersaglio di una strategia di propaganda e non partecipi di una libera discussione.
Infine varie notizie si possono spulciare su stampa e media, ma solo se si cerca bene. A Černobyl' le cose non sono risolte e non solo a causa della contaminazione che, si sa, durerà ancora moltissimo, ma perché il IV  reattore continua a lavorare sotto il sarcofago minato da falle e i progetti faraonici del governo ucraino (un nuovo supersarcofago tutto esterno) necessitano almeno di duecento milioni di euro per partire (il Giappone era tra i più generosi donatori e ora si suppone che dovrà dolorosamente tirarsi indietro).
Infine, dalla Bielorussia, altro bel esempio di regime, arriva la notizia (fonte BBC) che nelle zone contaminate si produce carne. Il governo (proprio degno di fiducia) ha decretato che non ci sono più pericoli. Certo, tanto sono bielorussi o russi o ucraini o chissà dove andrà a finire quella carne...
Appunto. Chissà dove. 
Per riflettere la documentazione di Mondo in cammino e un piccolo stralcio dal "Manifesto" di ieri.
PS aggiornamento del 26 aprile: ieri sul Forum Nucleare Italiano non c'era niente su Černobyl'. Oggi, giorno preciso dell'anniversario, con data 23 aprile, è magicamente apparso un ridicolo (non so come definirlo altrimenti) articolo in cui si descrive come la Zona della centrale sia diventata un paradiso ecologico per linci e cinghiali, una sorta di riserva protetta per flora e fauna. W il WWF!

lunedì 11 aprile 2011

Elena sul convegno Vojna i mir di Mondo in cammino


In attesa del referendum del 12 giugno, si può riflettere sulle interessanti informazioni che sono state date sabato durante il convegno organizzato da “Mondo in cammino” a Carmagnola. In realtà non si è parlato solo del nucleare: il convegno, intitolato Vojna i mir, ha dato ampio spazio anche alle esperienze di persone legate tragicamente alla guerra e alla violenza (Arkadij Babčenko, Dmitrij Florin, Ella Kisaeva). Ascoltare le testimonianze di queste persone, ma soprattutto vedere il loro sguardo nel raccontare, è stata l’ennesima prova di come la guerra distrugga l’uomo, non solo quello che in guerra muore, ma anche quello che da essa ritorna (solo col corpo, sottolinea Babčenko, l’anima rimane là). Tanti spunti di riflessione, dunque, alcuni forse difficili da raccontare e riportare.
Tornando al nucleare, la prima notizia sconvolgente è quella riportata da Massimo Bonfatti, il fondatore e presidente di “Mondo in cammino”: dal 1958 esiste un accordo fra OMS e IAEA (International Atomic Energy Agency) secondo il quale tutti i dati relativi agli incidenti nucleari possono essere censurati. Certo, l’accordo è stato fatto più di cinquant’anni fa, quando ancora il nucleare civile era agli albori (la prima centrale nucleare commerciale fu quella di Calder Hall, costruita in Inghilterra nel 1956). Una vocetta maligna maligna, che mi accompagna sempre, si chiede come mai questo accordo non sia stato revocato: non ci è stato detto che le centrali ormai sono sicure, che la tecnologia è progredita, che il nucleare di quarta generazione non avrà problemi? E allora perché censurare i dati relativi agli incidenti?
Una risposta sembra darla Angelo Baracca, professore di fisica all’Università di Firenze, che sottolinea come la tecnologia nucleare civile, a differenza di quella militare, non abbia in realtà fatto grandi progressi e sia rimasta simile a quella degli anni Cinquanta. Abbiamo aggiunto qualche fiocco e qualche nastro al pacchetto, ma il regalo all’interno è rimasto lo stesso. La tecnologia è rimasta cara e piena di problemi. E a proposito di problemi, il nostro governo sembra intenzionato ad acquistare dalla Francia i prossimi reattori nucleari, facendo così un bel regalo ai cugini francesi. Peccato che questi reattori abbiano presentato già in Finlandia enormi problemi nella realizzazione e una lievitazione abnorme dei costi (il reattore finlandese doveva essere pronto per il 2011: sarà forse pronto per il 2013 e il suo costo è raddoppiato). E non è un caso che la Francia non riesca a vendere questo tipo di tecnologia, che noi saremmo invece così pronti e felici di comprare. Vocetta maligna maligna (d’ora in poi VMM), taci! Le cose sono già chiare così, senza il tuo intervento…
E sempre a proposito della Francia: delle 58 centrali francesi, 34 hanno problemi nei sistemi di sicurezza. Il dato è a dir poco inquietante, anche perché non stiamo parlando di un paese arretrato o allo sbando (questa è infatti di solito l’obiezione quando si ricorda Černobyl’: tecnologia vecchia, poco controllo). Oltre le Alpi abbiamo bombe a orologeria: non per essere catastrofisti, ma, se succedesse qualcosa, non avremmo neanche il tempo di proteggerci (VMM: “Anche perché nessuno darebbe l’annuncio in tempo, lascerebbero passare qualche giorno, tentando di coprire l’incidente”).
Anche ammettendo, poi, che gli incidenti possano essere del tutto esclusi, rimane sempre il problema delle scorie: il plutonio impiega 24.000 anni per essere smaltito. E per quanto io aspiri a una vita lunga e la medicina mi possa aiutare, temo di non riuscire a vedere il momento in cui queste scorie non saranno più pericolose (o perlomeno, non credo che a 24.000 anni la mia testa sarà ancora in grado di ragionare, fa già fatica adesso). In meno di cento anni abbiamo creato qualcosa che continuerà a far danni per secoli e secoli. Sarebbe forse il caso di smettere, lo dice anche, fra le lacrime, la mia VMM.

Elena Freda Piredda

giovedì 3 marzo 2011

Ancora sul nucleare e su Černobyl' in particolare

"Se invece si prendono in esame i cinque milioni di persone che vivono in un’area più vasta intorno alla centrale, ben difficilmente ci sarà un aumento percepibile della mortalità dovuta a leucemia o a tumori di altro tipo". Sì, stanno parlando di Černobyl'.
Sono stupefatta del modo con cui il nostro solito Forum Nucleare Italiano tratta la questione Černobyl'. Mio padre medico di campagna in Brianza diceva che da quel fatale maggio 1986 nel suo piccolo aveva notato un'impennata nell'incidenza dei tumori tra i suoi pazienti. Niente di scientifico, certo. Le osservazioni a pelle di un normale dottore. Ma ora Forum Nucleare Italiano si prepara al venticinquesimo del tragico avvenimento diffondendo un quadro delle notizie che, non potendo negare la gravità del disastro, tenta in ogni modo di attenuarne la portata. Parlavamo di serena discussione che aiutasse i cittadini a farsi un'opinione imparziale??? Qui io colgo una distorsione propagandistica il cui tono ricorda l'imbonimento sovietico o quello di chi fino a poco tempo fa negava i milioni di morti dello stalinismo. Per questo faccio mio l'appello di Mondo in cammino e diffondo la loro controrisposta alla risposta (automatica e autogenerantesi!) del Forum. Credo che ognuno debba leggere per farsi un'idea. E a tutti riconsiglio di leggere Preghiera per Černobyl' di Svetlana Aleksievic.

martedì 27 aprile 2010

riporto pari pari dal corriere del 26 aprile

LESMO (Monza) - Vladimir Putin sara' il primo docente dell'Universita' del pensiero liberale che sara' aperta a Villa Gernetto, la villa settecentesca acquistata dal premier dove oggi si e' tenuto il vertice Italia-Russia. Lo ha annunciato oggi il premier Silvio Berlusconi. (RCD)
PS ???
PPS Colpisce la sinistra coincidenza: via trionfale al nucleare italiano con la sponsorizzazione RUSSA (una garanzia) il giorno dell'anniversario di Černobyl'.

lunedì 26 aprile 2010

Černobyl'. La storia mancata

"Sono passati dieci anni... Černobyl' è ormai è ormai diventato una metafora, un simbolo. E' perfino diventato storia. Sono state scritte decine di libri, girati migliaia di metri di pellicola. Ci sembra di sapere tutto quello che c'è da sapere: fatti, nomi, cifre. Cosa possiamo aggiungere ancora? Inoltre, è perfettamente naturale chel a gente voglia dimenticare Černobyl' e preferisca pensare che appartiene ormai al passato... Di che cosa parla questo libro? Perché l'ho scritto? Questo libro non parla di Černobyl' in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. La storia mancata: ecco come avrei potuto intitolarlo. A interessarmi non era l'avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo, per colpa di chi, quante tonnellate di sabbia e cemento c'erano volute per costruire il sarcofago che richiudesse quel buco del diavolo, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l'ignoto. Il mistero.