venerdì 29 aprile 2011

La Russia che amo. Il premio Solženicyn a Elena Cezarevna Čukovskaja

Ieri è stato conferito il premio Solženicyn a Elena Čukovskaja. Si tratta di un premio importante solitamente conferito a scrittori o scienziati. Questa volta la fondazione Solženicyn ha voluto riconoscere l'attività costante e tenace di questa donna, chimico di formazione, che ha dedicato tutta la vita alla cura, alla tutela e alla conservazione dell'eredità ricevuta: suo nonno, Kornej Čukovskij, re incontrastato della letteratura per l'infanzia in Russia, fu una figura di rilievo nella cultura del Novecento russo. Da lui, punto di riferimento per moltissimi scrittori, letterati e artisti, arriva una grande lezione di dirittura morale nelle condizioni difficili del letterato che vive in un regime dittatoriale. La mamma, Lidija Čukovskaja da noi è conosciuta per le sue memorie su Anna Achmatova, documento preziosissimo sulla poetessa e su tutta un'epoca, ma anche per il libro La casa deserta, che narra la vicenda di una donna travolta dall'orrore staliniano. Elena Cezarevna ha lavorato sodo perché questo patrimonio giungesse fino a noi nel migliore dei modi, splendidamente pubblicato. Ma non solo: dal 1966 è stata un supporto fedele e intelligente per Solženicyn stesso, conservando per lui i manoscritti minacciati dalle continue perquisizioni del KGB, dunque rischiando in prima persona. Tutto quello che ha intrapreso e intraprende (la sua casa è un brulicare di iniziative) è fatto con competenza e umiltà, come se venisse da sé e non fosse merito suo. Sono felice che i riflettori si siano accesi per un attimo su di lei, finalmente, in questo mondo di rutilanti abbagli. E lei non si è smentita: nel suo discorso di ieri ha parlato del dovere di custodire la memoria.

La foto da vesti.ru

1 commento:

  1. magari i riflettori si accendessero solo - e sottolineo solo - su persone di questa elevatezza, capaci di impegnarsi anche per un sogno!
    A proposito di Russia, oggi pomeriggio ero a casa senza bimbi e ho noleggiato "L'ultima stazione" (che avrai sicuramente visto). Mi mancano le parole per esprimere la gioia che mi ha trasmesso e mi ha fatto riflettere sui miei voli pindarici che accantono troppo spesso.......

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