sabato 18 agosto 2012

Anche qui su Pussy riot


Sulle Pussy riot si sono pronunciati ormai tutti. Tacevo finora perché è agosto, mi riposo, leggo cose che non c'entrano, sto con i miei cari. Ma Giulia mi ha stanato, mandandomi un articolo che ha tradotto per "Russia oggi" e i suoi commenti. E inoltre la condanna a due anni è talmente assurda e, purtroppo, talmente rappresentativa di quello che sta diventando la società russa oggi, che bisogna fermarsi un momento.

Qualche fatto:
Il gruppo: se ne è parlato tanto e non mi dilungo. Stanno furbescamente inseguendo il successo con azioni ben orchestrate? Sono veramente convinte e stanno facendo vera politica e autentica protesta? Io non lo so. Certo, a sentirle parlare sono ragazze consapevoli, chi laureata in filosofia, chi in comunicazioni ecc. Non sono bambinette come spesso si ha l'impressione dai media. Due sono madri. Perché poi sono state condannate solo quelle 3? Sull'altare nei 41 SECONDI in cui si sono agitate cantando qualche parola della loro canzone (a malapena si sentiva il ritornello), coperte dal trambusto, erano almeno in 4. Possibile che la polizia non sia stata in grado di identificarle tutte? E poi perché due sono state arrestate il 3 marzo (parecchi giorni dopo l'infausta esibizione), mi pare, e una solo il 15? Ed era così pericolosa da meritare la carcerazione preventiva questa tizia che, invece di andarsene all'estero come tutti le consigliavano, per 12 giorni se n'è stata a casa sua tranquillamente ad aspettare che la venissero a prendere?


La canzone (del cui valore musicale io non capisco un'acca. Non mi piace affatto, (Jurij Ševčuk, da credente infastidito per l'inopportunità del luogo scelto, dice che le ragazze hanno un'energia potente, mah!) ma è così forte da offendere la sensibilità di un credente? Cosa misura veramente questa sensibilità? Qual è il rischio che questa benedetta sensibilità si trasformi in integralismo? Fanno paura i visi torvi di certi credenti che invocano punizione perché sarà poi Dio a perdonare.



Богородица, Дево, Путина прогони
Путина прогони, Путина прогони
(конец хора)
Черная ряса, золотые погоны
Все прихожане ползут на поклоны
Призрак свободы на небесах
Гей-прайд отправлен в Сибирь в кандалах
Глава КГБ, их главный святой
Ведет протестующих в СИЗО под конвой
Чтобы Святейшего не оскорбить
Женщинам нужно рожать и любить
Срань, срань, срань Господня
Срань, срань, срань Господня


(Хор)
Богородица, Дево, стань феминисткой
Стань феминисткой, феминисткой стань
(конец хора)
Церковная хвала прогнивших воджей
Крестный ход из черных лимузинов
В школу к тебе собирается проповедник
Иди на урок – принеси ему денег!
Патриарх Гундяй верит в Путина
Лучше бы в Бога, с%ка, верил
Пояс девы не заменит митингов -


На протестах с нами Приснодева Мария!


(Хор)
Богородица, Дево, Путина прогони
Путина прогони, Путина прогони




Virgin Mary, Mother of God, put Putin away
Рut Putin away, put Putin away
(end chorus)
Black robe, golden epaulettes
All parishioners crawl to bow
The phantom of liberty is in heaven
Gay-pride sent to Siberia in chains
The head of the KGB, their chief saint,
Leads protesters to prison under escort
In order not to offend His Holiness
Women must give birth and love
Shit, shit, the Lord's shit!
Shit, shit, the Lord's shit!


(Chorus)
Virgin Mary, Mother of God, become a feminist
Become a feminist, become a feminist
(end chorus)
The Church’s praise of rotten dictators
The cross-bearer procession of black limousines
A teacher-preacher will meet you at school
Go to class - bring him money!
Patriarch Gundyaev believes in Putin
Bitch, better believe in God instead
The belt of the Virgin can’t replace mass- meetings
Mary, Mother of God, is with us in protest!


(Chorus)
Virgin Mary, Mother of God, put Putin away
Рut Putin away, put Putin away




Il tempio. Non voglio mancare di rispetto, ma il Patriarca Kirill che tuona sulla sacralità del luogo santificato dagli avi per glorificare la grande Russia mi inquieta un poco. Ha chiesto subito una punizione esemplare. Non ho mai amato quella grande imponente Chiesa di Cristo Salvatore, costruita originariamente dallo zar per celebrare l'anniversario della Vittoria su Napoleone, fatta saltare in aria da Stalin e ricostruita negli anni Novanta a tempo di record dal discusso sindaco Lužkov chiedendo mazzette di qui e di là a chi voleva intraprendere una qualche attività a Mosca. Dirò solo che dell'immensa superficie del Tempio, solo il 4% è adibito al culto. Dentro ci sono le più disparate attività commerciali e in questi anni è stata la sontuosa quinta del teatrino della improvvisa devozione religiosa del pio Putin, sempre a fianco del Patriarca in interminabili funzioni durante le varie feste. E' inevitabile che venga in mente Gesù nel tempio e la sua rabbia. Era anche lui sacrilego?

La giurisprudenza. Qual è la sostanza legale della sentenza che le ha riconosciute colpevoli di teppismo religioso? Chi sono gli esperti che hanno deliberato che questa azione è stata lesiva dei diritti dei credenti e sacrilega? Qual è il rapporto che intercorre tra la Chiesa e lo Stato? Era proprio di questo che parlava l'akcija delle Pussy riot. Condannandole in questo modo hanno dato loro ragione.

Ecco dunque l'articolo che ci propone Giulia, scritto da una giornalista superproputiniana, la regina glamour dei media governativi russi. Anticipo che né Giulia né io condividiamo quello che scrive. A me personalmente urta molto il tono, falsamente ragionevole e aperto, molto simile alla stampa sovietica quando negli anni brežneviani si preparava a montare una campagna contro qualcuno.

"Pussy Riot. Capire e perdonare
Tina Kandelaki per Slon.ru
La presentatrice TV e giornalista russa Tina Landelaki riflette sul processo alle Pussy Riot

Già da tempo mi era venuta voglia di parlare di come oggi il potere comunica con i cittadini. Di recente sono comparsi così tanti motivi per farlo che non si sa da dove iniziare. Anche se il motivo più importante e di interesse internazionale è senza dubbio la vicenda delle Pussy Riot.
Come abbiamo tutti brillantemente notato, dopo l’inaugurazione di Putin l’opposizione russa è finita in un gran pantano e non sembra avere alcuna prospettiva di uscirne fuori. Nessun OccupyAbaj non poteva aspirare a un’attività politica seria. Insomma, quell’opposizione – come ne hanno avuto riprova persino i più accesi sostenitori della Bolotnaya – se ne è andata felicemente in ferie. E ci sarebbe rimasta se non fosse stato per il serial in corso “Pussy Riot dietro le sbarre”.  
Conoscete la sorprendente capacità del potere russo: tutto quello che fa bene lo mostra male e tutto ciò che fa male sembra così terribile da attirare l’attenzione non soltanto della Russia, ma di tutto il mondo. Diciamo così, la nostra vergogna la sappiamo ingigantire. Per di più in modo così gustoso e colorito che forse soltanto Barack Obama non ha detto niente sulle Pussy Riot. Ma, a mio parere, se la vicenda continua così qualcosa dirà pure lui. 
Procediamo con ordine. Un politecnologo qualsiasi che si occupi un minimo di iniziative di questo genere conosce perfettamente il copione per prepararle e metterle in scena, che poi seguirà nella loro evoluzione. L’utilizzo della performance e della cultura per scopi politici è una trend molto di moda. Può assumere le forme più disparate. In tal caso anche il danneggiamento dell’aria o il lancio di orsacchiotti da un aereo può essere definito “arte”, l’importante è lanciare uno slogan. L’effetto di un gesto simile dipende direttamente dalla stupidità del vostro oppositore. Più la reazione è dura, maggiore sarà la risonanza che anche l’azione più insensata – talvolta realizzata da ordinari imbecilli – riceverà. Se invece nel ruolo di imbecilli ci sono delle sexy giovani madri la trovata è semplicemente pari a quella di Monica Lewinski.
Le ragazze che si trovano oltre il vetro del tribunale di Khamovniki sono una classica girlband. C’è la grandicella, il demonietto e la cervellona. C’è la ricciolina d’oro botticelliana per i più conservatori. Ma il vero e proprio jolly in questo gioco è la viziosa ed emotiva brunetta dalle labbra invitanti. A giudicare dalla quantità di fotografie su Google della Tolokonnikova molti giornalisti se la vedono già sulla copertina di Playboy. Alla luce dei fatti in corso sono certa che comparirà ovunque, dal Time a Hustler. 
E per quanto ora il potere russo si sforzi di dimostrare al mondo che non sanno né cantare né ballare e in generale non destano alcun interesse di tipo artistico, non è già più possibile. Loro sono il principale successo musicale, come la Russia non ne vedeva dai tempi delle stagioni di Djaghilev. E temo che non ne vedrà ancora a lungo, di sicuro non in campo musicale.
Per quel che riguarda le Pussy Riot è palese che di talento non ne hanno. E non potrebbero averlo. Ma il nostro governo ha lo strepitoso potere di ingigantire un orsacchiotto facendolo diventare una montagna. Soltanto lui, in un periodo di deficit di eroi nel nostro Paese, poteva creare il gruppo più popolare in Russia. Adesso i producer occidentali, una volta che avranno questa storia per le mani, aiuteranno sicuramente sia Versilov sia le persone che danno sovvenzioni e appoggi e hanno contatti con i partner stranieri a portare le ragazze alla ribalta.
Quel che conta di più è che il reality show “Giovani ragazze dietro le sbarre in Russia” va ora in onda in diretta in tutto il mondo. E tutto il mondo segue con trasporto l’evolversi degli eventi.
La cosa buffa è che la decisione del 17 agosto poteva essere presa qualche mese fa. È chiaro che nessuno le manderà in galera. Probabilmente le condanneranno a due-tre anni con la condizionale. Secondo me sarebbe meglio che se la cavassero con dei lavori di pubblica utilità sociale. Basterebbe sia ai cittadini sia ai credenti offesi. Anche se ai veri credenti importa ben poco delle Pussy Riot, semmai pensano alla tentazione da combattere, poiché Gesù Cristo diceva: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”.
Peccato che i signori responsabili di aver gonfiato questa storia non siano riusciti a venire a capo di tale tentazione. Sono fermamente convinta che tre ragazze non possano di certo portare alla rovina la Chiesa ortodossa russa. E se rappresentano un pericolo per la chiesa ortodossa non dovrebbe essere un problema della chiesa? E se fosse effettivamente così varrebbe forse la pena che il patriarca Kirill riflettesse sul fatto che bisogna parlare con tutti, al di là della professione di fede e delle azioni di ciascuno, che è necessario commentare l’accaduto perché la gente comprenda il rapporto della chiesa e dei suoi gerarchi con ciò che li circonda. Sono sicura che il patriarca abbia sufficiente talento oratorio per spiegare quello che sta succedendo e in tal modo preservare gli intelletti meno forti dal ripetere azioni di questo genere. D’altronde predicare non dovrebbe essere il compito principale di una persona che ha scelto un fardello così pesante come essere il pastore spirituale delle anime smarrite? Un incontro soltanto. Una sola chiacchierata del patriarca con le ragazze basterebbe a mettere un bel punto finale a questa storia. Capire e comprendere. Questo slogan ha successo persino al Comedy Club, perché tutti vogliono credere al meglio che c’è.

Tina Kandelaki è una giovane giornalista russa, politica, presentatrice TV e produttrice nota per il suo sostegno a Vladimir Putin".

Questo è l'articolo pubblicato su www.russiaoggi.it. ieri 17 agosto prima della sentenza che dalla medesima testata è stata comunicata con questo commento

"La condanna è stata inferiore ai tre anni che i pubblici ministeri avevano chiesto, e potrebbe essere stato un segno di clemenza dopo che il Presidente Putin aveva detto che il gruppo non doveva essere giudicato "troppo duramente".

Prendiamo tutti atto che il Presidente Putin, in quanto Sua Maestà lo zar di tutte le Russie, è anche clemente.

E questa è la riflessione di Giulia De Florio (che ha anche tradotto l'articolo della ineffabile Kandelaki) che ci provoca così (prima di sapere l'esito del processo):

"Tutto il mondo si solleva indignato per le Pussy Riot, i Red Hot Chili Peppers, Elio e le storie tese, tra un po' anche Elvis dalla tomba viene a dire la sua... Se questo è un modo per attirare l'attenzione sulle condizioni disumane delle carceri russe e sulla facilità con cui ci si può finire - mi sta bene. Che queste tre fanciulle (mai sentite prima d'ora, e suppongo musicalmente non proprio all'altezza di Visotskij, Okudzhava o Lena Frolova) siano le nuove 'eroine' - termine del gergo mass mediale-giornalistico che odio e maledico  - della Russia mi sta un po' meno bene. Mi pare che le ragazze cavalchino bene l'onda del polverone sollevato e non sono convinta fino in fondo che la loro azione di protesta sia del tutto disinteressata. 

Un ultimo pensiero amarissimo e probabilmente cinico: in Russia in passato andavano in esilio o venivano censurati Pushkin, Dostoevskij, Bulgakov, Achmatova - per non parlare dei deportati-torturati-assassinati. Le loro parole e la loro arte erano la peggiore accusa e il coltello più affilato che esistesse contro il potere. Che infatti aveva paura. Oggi? Limonov e le Pussy Riot. Il primo, a mio sindacabilissimo parere, non sa scrivere (con dei distinguo, ma in generale non gli riconosco un gran talento), le seconde non sanno cantare. Da artiste fanno la lotta al potere dall'ambone di una chiesa, per quanto poco sia rimasto di sacro in quel luogo.
Grazie a Dio i vecchi tempi sono passati e mi auguro davvero che nessuno mai li rimpianga. Adesso bisognerebbe smettere di credere che la Russia sia una democrazia, che il suo sistema giudiziario sia equiparabile a quello di uno Stato moderno e civile perché così non è. Ma che anche in Russia la provocazione, la performance, l'evento spettacolare abbiano intaccato la protesta vera, il rifiuto dell'anima al potere costituito mi pare un'amara e altrettanto triste verità."


PS. Niente foto per non aggiungere spettacolo a spettacolo. 

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