sabato 4 agosto 2012

Tolstoj e le donne


Qual è l’opinione dell’autore di Anna Karenina e della Sonata a Kreutzer sulle donne e sulle loro teorie di emancipazione?
“So, per mia esperienza personale, che le donne sono inferiori all’uomo. Ma questa è una ragione in più per dar loro gli stessi diritti. E’ necessario che la loro coscienza si faccia strada. Lo stesso vale per gli uomini il cui intelletto e la cui sfera morale sono in ritardo rispetto agli altri cittadini. Se si mantengono nell’abbrutimento e nella soggezione, non ci sono le premesse perché progrediscano. Rendete loro onore. Stimolate la coscienza della loro dignità e dei loro diritti”.
Davvero le donne le sembrano inferiori agli uomini? “Su questo non ci sono dubbi. Non ci sono mai state delle donne fondatrici di religioni, né di grandi sistemi filosofici. La loro psicologia è troppo fragile… Ma, ancora una volta, questa non è una buona ragione per considerarle socialmente inferiori. E’ necessario che tutti gli esseri umani siano uguali., altrimenti il cristianesimo è demolito da cima a fondo. D’altra parte le donne slave cominciano solo ora a prendere coscienza dei loro doveri sociali. In questo momento, una schiera di donne, di ragazze delle migliori famiglie sono nelle province colpite dalla carestia per organizzare le mense per gli indigenti. Ho iniziato in autunno. Credo di potermi vantare di aver dato l’esempio. Ebbene, questo è un eccellente campo di prova per le riforme sociali. Dopo aver visto così da vicino la miseria del popolo, è possibile che i favoriti dalla sorte comprendano il mandato del ricco sulla terra”.
 [Le Figaro, 30 luglio 1901]
via http://www.parodos.it/intervistatolstoj.htm

2 commenti:

  1. non so, non ne trarrei conclusioni affrettate. A me sembra che Tolstoj si guardi intorno e osservi l'esistente, non dimentichiamoci la data (1901) e il luogo (le campagne ancora quasi feudali...). Difatti Tolstoj dice "in questo momento", e auspica che le cose possano cambiare. In questi cent'anni sono infatti cambiate, in Inghilterra c'erano già le suffragette, eccetera.
    Quello che mi preoccupa è che le donne al potere (oggi ce ne sono tante, non raccontiamoci storie) quasi sempre replicano i peggiori modelli maschili, vedi Margaret Thatcher, Condoleeza Rice, o magari Mara Carfagna. Insomma, pensando all'emancipazione della donna forse Tosltoj (e noi tutti) pensavamo a un cambio radicale nella società, ma così non è stato.
    Una curiosità: se vai sul mio sito, c'è un'intervista dove Tarkovskij quasi le stesse cose, ma nel 1982.

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  2. Caro Giuliano hai ragione, la mia poteva sembrare una provocazione a buon mercato. Con Tolstoj è spesso così: spesso lui è paradossale ma se lo si legge con attenzione alla fine bisogna convenire con lui. Bisognerebbe dedicare un pezzetto di vita a leggerlo con attenzione e a smontare tutti i luoghi comuni su di lui. E' davvero SOLO un moralista? (e perché poi "moralista" è diventato un insulto=) Davvero ha negato il valore dell'arte? E la questione della donna? Io non lo so, non ho letto tutto con attenzione e non me la sento di pontificare, anzi più leggo e meno riesco ad accontentarmi. Devo dire che in questo branetto, è vero che fotografa una situazione sociale e anzi parla del salto che le donne stanno facendo in questo senso e dei passi da intraprendere per favorire la loro promozione. Ma mi disturba quando generalizza e dice che per "esperienza personale" sposta il discorso dalla dimensione sociale a quella "psicologica", costitutiva dell'essenza femminile, dunque. E allora mi viene di essere maligna, perché se la sua esperienza gli viene dal carattere di sua moglie, be' lo credo bene che a volte sia stata un po' fragile, dopo i 13 figli, le 7 volte che ha ricopiato Guerra e pace, tutta la vita di lavoro massacrante a lui dedicata... Ma questa è un'altra storia...

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