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domenica 11 novembre 2012

The Mill and the Cross. Omaggio a Giuliano

In questi giorni era a Roma il regista polacco Lech Majewski. 
Credo che fosse lì per presentare la versione blue-ray del suo film The Mill and the Cross, uscito nelle nostre sale a marzo con il titolo I colori della Passione. Ma perché cambiare i titoli, perché non Il Mulino e la Croce? C'è davvero bisogno di usare dei termini religiosi per attirare il pubblico cattolico con un improbabile quanto inopportuno richiamo a Mel Gibson? 
Il film è ispirato al quadro di Pieter Bruegel il Vecchio La salita al Calvario.
Nel titolo originario c'è tutto il succo del film, i due poli del quadro e del film: la grande ruota della vita che macina secondo il (suo) Tempo la granulosa sostanza dei nostri destini e la ruota multiforme della morte che nel volo nero dei corvi sovrasta le minute nostre faccende umane. 
Quante ruote nel film! Soprattutto il mulino che si erge sullo sperone di una roccia cava custodendo i propri meccanismi rotanti nelle viscere profonde della terra. E' il gemello del mulino di Amleto della mitologia scandinava che macina i destini degli uomini in fondo al mare e crea la corrente, il gorgo che porta nel regno dei morti. Anche il mulino, come la Croce, è un albero, l'arbor mundi, il perno, l'asse terrestre, albero di vita e di morte.

venerdì 17 dicembre 2010

Registi e potere (Sokurov)

Il presidente della Corte Costituzionale russa, Zor'kin, intervistato da Sokurov
Un tempo la coscienza della Russia erano i poeti, poi lo sono stati gli scrittori, ora sembra che il bandolo l'abbiano in mano i registi. Due casi, opposti: Sokurov e Michalkov. Aleksandr Sokurov ha condotto per il canale televisivo pietroburghese 100TV  una serie di interviste, Intonacija  (Intonazione), presentate al Tertio Millennium Film Fest di Roma. Sokurov incalza i suoi interlocutori con il suo caratteristico tono apparentemente incerto, di chi alla ricerca vuole capire e non dà proprio niente per scontato. Intervista persone tra loro molto diverse e le interroga sulla Russia, sulla sua storia, sull'oggi, sui meccanismi dello Stato e della società  e sul malessere profondo che la mina. Il potere, nelle sue diverse manifestazioni, è al centro di queste riflessioni, come della Trilogia Moloch, Taurus e Il Sole (su Hitler, Lenin e Hirohito) che sta per diventare una Tetralogia con l'ultimo atto dedicato al Faust.