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sabato 1 ottobre 2011

L'arte o la vita!

Da sempre il grande Rembrandt ha mosso pensieri e riflessioni sulla questione dell'arte e del suo agognato o negato rapporto con la vita. Georg Simmel lo "adotta" come punto cospicuo del proprio pensiero insieme a Goethe e analizza tutta la storia dell'arte moderna a partire dalla sua opposizione all'arte classica.
Proprio riflettendo su Rembrandt Simmel tira le fila della sua meditazione sul tempo, sul movimento, sulla forma, sulla religione e sull’individuo, nel loro intreccio costituisce la sua peculiare Lebensphilosophie, la filosofia della vita per la quale la vita non è separata dai suoi stessi contenuti ma è il processo che scorre attraverso di essi, è la dinamica, il movimento che si realizza attraverso le loro opposizioni. In Rembrandt forma è il manifestarsi della vita nella sua individualità, mai separata dal contenuto, la forma è la logica del fenomeno.
Nell'arte classica la raffigurazione avveniva essenzialmente tramite l'astrazione, nell'evidenziazione del momento ideale che si sottrae alla vita che scorre; per Rembrandt, invece, ogni momento sembra contenere tutto il flusso, la vita nella sua pulsazione, racconta la storia del fluire. La totalità della vita è tutta in ogni suo attimo perché il suo fluire non è la somma meccanica di tutti i suoi momenti ma è lo scorrere incessante in tutte le sue metamorfosi. L'essenza del movimento di Rembrandt, così, è quella di far sentire l'intera successione dei suoi momenti nell'unicità di un solo attimo.