Nella tormenta di neve i
cavalli di Puškin portano/trascinano l'eroe in un altro mondo, anzi
all'altro mondo. Anche il vetturino chi sarà mai? Un'altra persona o un alter ego del poeta?
La trama folcloristica è completamente interiorizzata, forse il vetturino rappresenta proprio quella trama, il suo di fuori, lui proietta fuori tutto il suo terrore. Il senso di fatale perdizione.
Nelle prime due parti (è una ballata, ed ha la struttura tripartita delle fiabe) la dominante psicologica ed emotiva è la paura che
rimane vaga, non si spiega. Ci racconta del superamento della
soglia, vita e morte. Lo fa attraverso le forme dell'espressione del
terribile nella letteratura romantica, ma anche folcloristica (i cavalli
la cui funzione di traghettatori nell'ade è codificata dalla ballata
romantica). Poi nella terza parte tutto diventa più esplicito.
Vysockij, credo, parte da qui. Rende esplicito quello che Puškin lasciava sfumato nei contorni della fiaba e del paesaggio innevato.
Non è un caso che oltre ai cavalli rimanga anche in lui il campanellino con la sua debole forza di tener lontano il male.