Conferendo un premio alla grande Kamburova, Jurij Norštejn (e chi non lo conosce si guardi subito qualche sua creazione su youtube o scongiuri qualche casa editrice italiana a far pubblicare il suo monumentale "La neve sull'erba") ha detto: "Putin ha affermato che Magnickij è morto per insufficienza di cuore, io penso che Magnickij sia morto per l'insufficienza di cuore di Putin". La sala è esplosa in un applauso. Questa è la Russia che amo!
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domenica 20 gennaio 2013
domenica 18 settembre 2011
Per i 70 anni di Norštejn
Il 15 settembre Jurij Borisovič Norštejn, il grande Maestro dell'animazione russa, ha compiuto 70 anni. Mentre aspettiamo pazienti che vada avanti il suo Cappotto traduco un pezzetto di Sneg na trave, La neve sull'erba. Un libro meraviglioso, brogliaccio di pensieri immagini, lezioni dotte e semplici epifanie. Qui sta parlando del lavoro dell'artista, ma credo valga per tutti noi e per tutti i nostri lavori, che nella loro "professionalità tecnica", nella ripetizione dei gesti quotidiani possono nascondere insospettate riserve di creatività. Proprio quella di cui parla Jurij Borisovič.
martedì 6 luglio 2010
Né riccio, né lupacchiotto e neanche Akakij (III)
Un pizzo di foglie come gli arabeschi di ghiaccio sulle finestre da cui sbucano i corvi neri che troveremo nel Racconto dei racconti. Inizia così La volpe e la lepre (1973) di Norštejn.
La fiaba narrata è di Vladimir Dal', un medico innamorato delle tradizioni popolari russe e della lingua che le creava e conservava, una sorta di fratello Grimm della steppa, ma anche autore del più affascinante thesaurus del russo, il mitico dizionario Dal', appunto.
venerdì 2 luglio 2010
Né riccio, né lupacchiotto e neanche Akakij (II)
Certo, Norštejn sperimenta e per farlo usa l'arte dell'avanguardia, russa e non (ma soprattutto russa), l'arte sperimentatrice per eccellenza. Non mi pare un caso che il film si intitoli con una data. Più che una celebrazione per il 50° anniversario del 1917, esso è, infatti, una meditazione sul tempo e in particolare sul tempo azzerato dell'utopia. Ancora una volta i censori dal loro punto di vista hanno fatto benissimo a censurarlo. Perché questo film è tutto nello spirito della pericolosa e "formalistica" avanguardia; il tempo vorticoso da dominare non è più ottocentesco progresso da un lato e accumulazione di passato dall'altro, ma ribaltato sull'asse dello spazio, eterno ritorno, simultaneità, giustapposizione... C'è molto di Chlebnikov in tutto questo e sono sicura che Norštejn ce l'abbia bene in mente.
mercoledì 30 giugno 2010
Né riccio, né lupacchiotto e neanche Akakij
L'opera di Norštejn non si limita a queste sue opere famose. Ad esempio, egli ha lavorato a lungo come animatore di pupazzi. E la pratica acquisita si vede oggi da come egli lavora con le sue immagini ritagliate, da come le fa muovere in modo fluido, senza scatti burattineschi. In particolare, una sua collaborazione "nascosta" che mi ha colpito è quella al famosissimo 38 pappagalli (38 popugaev, 1976-1979...) di Grigorij Oster.
mercoledì 23 giugno 2010
Il racconto dei racconti (seconda parte)
Skazka skazok, il Racconto dei racconti, la fiaba delle fiabe. Questo doppio nome raddoppia e rinforza lo stupore per il proprio essere, citando quasi in modo riverente il Cantico dei cantici. Gira attorno a se stesso come il gatto dotto di Puškin gira attorno alla quercia, un po' di qui e un po' di là, un po' fiaba incantata, un po' cronaca minuta che si muove sull'onda di associazioni personali e di ricordi collettivi.
venerdì 18 giugno 2010
Il racconto dei racconti. Il miglior film d'animazione di tutti i tempi
Miglior film animato di tutti i tempi: Los Angeles - USA 1984
Miglior film animato di tutti i tempi: Zagabria - Croazia 2002
Miglior film d'animazione al 2^ Festival del cinema per la gioventù: Mosca – Unione Sovietica 1980
Vincitore del Premio della Giuria al Festival Internazionale del Cinema: Lille - Francia 1980
Vincitore del Primo Premio del Festival Internazionale del Cinema di: Ottawa – Canada 1980
Vincitore del Primo Premio al 5^ Festival Internazionale del Cinema di Zagabria: Zagabria – Yugoslavia 1980
Vincitore del 13° Festival del Cinema dell'URSS: Doušanbe – Unione Sovietica 1980
Premio della Critica Internazionale (FIPRESSI): 1980
Premio della Federazione Internazionale dei clubs del Cinema: Oberhausen – RFT 1980
Diplôme du jury catholique, 1980
lunedì 14 giugno 2010
Il riccio nella nebbia (parte III)
Il film, invece, inizia così:
Ad ogni calar del Sole, il piccolo riccio si recava a trovare il suo amico orsetto per passare con lui la serata a contare le stelle; si sedevano su un tronco e, sorseggiando il tè, scrutavano il cielo stellato. Le stelle riempivano il cielo, proprio dietro il profilo del comignolo della casa dell'orsetto, a destra del comignolo c'erano le stelle dell'orsetto mentre a sinistra c'erano quelle del riccio.
По вечерам Ежик ходил к Медвежонку в гости. Они усаживались на бревнышке и, прихлебывая чай, смотрели на звездное небо. Оно висело над крышей - прямо за печной трубой. Справа от трубы были звезды Медвежонка, а слева - Ежика...
sabato 12 giugno 2010
Il riccio nella nebbia (parte III). Un post di Giulia
"Artigiano. Amo questa parola! Jury Norshtejn fa parte della schiera, senza ombra di dubbio. Come tutti i grandi artisti, pittori, scultori, registi che siano. Perché l’Arte è dettaglio e cesellamento incessante di emozioni. Cechov, Marina Cvetaeva i primi nomi che mi vengono in mente. Ma ce ne sono molti altri.
Juryj Norshtejn ama molto raccontare episodi della sua vita e della sua visione artistica.
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venerdì 11 giugno 2010
Il riccio nella nebbia (parte II)
La sceneggiatura del riccio è di Sergej Kozlov, scrittore e poeta morto lo scorso 9 gennaio all'età di 71 anni.
Deve la sua notorietà proprio a una serie di favole sul riccio. Il riccio della nebbia fiaba inizia così:
"Trenta zanzarine corsero fuori sulla radura e si misero a pigolare coi loro violini. Dalle nubi fece capolino la luna e con un sorriso cominciò a veleggiare in cielo.
"Mmm-uh!" sospirò la mucca al di là del fiume. Un cane ululò e quaranta leprotti lunari sbucarono di corsa sulla stradina.
giovedì 10 giugno 2010
Il riccio nella nebbia. Ancora Norštejn (parte prima)
Come già più volte detto, Norštejn è uno dei più grandi creatori di cinema di animazione di tutti i tempi. Non per nulla in Giappone lo adorano e ed è un cult anche per Miyazaki che è esattamente suo coetano (1941). Norštejn lavora in un modo tutto suo, senza computer con un complicato sistema di cassetti-lastre di vetro su cui dispone a strati figure disegnate e ritagliate, di solito da sua moglie Francesca Jarbusova. A vedere il loro studio e il materiale delle loro lavorazione si ha l'impressione di avere a che fare con artigiani di altri tempi, dei sarti forse (per il gran sforbiciare). La loro è una vera e propria fattura. Di sua moglie, infatti, Norštejn una volta ha detto che lei gli ricorda Medea che la notte esce nei campi a cercare erbe magiche, anche l'amaro assenzio se necessario.
Il riccio nella nebbia è del 1975. Da allora è rimasto nei cuori di tutti, adulti e bambini che non possono non identificarsi con il piccolo riccetto che si immerge nel grembo nebbioso della vita con tutte le sue spaventose incognite, minacce. Ma anche con il tepore di un calore domestico e affettuoso che si apre al cielo stellato.
martedì 8 giugno 2010
Norštejn. Una intervista sull'arte e la guerra. In russo.
Siccome non sono inglese e non so coltivare l'understatement, mi prendo lo sfizio di sottolineare l'accenno del Maestro al kolossal di Nikita Michalkov (artificioso, senza verità), appena tornato in patria da Cannes senza neanche un premietto. Ma dovremmo parlarne...
giovedì 27 maggio 2010
Passeggiate moscovite. Un post di Giulia
Figli del tempo, figli della guerra
Se capitate a Mosca nelle prossime due settimane segnatevi un appunto sull’agenda: Galereja na Soljanke. Fino a metà giugno è aperta la mostra dedicata al grande Jurij Norštejn. Quadri, illustrazioni, bozze e disegni dei suoi capolavori passati e recenti, alcuni televisori in cui scorrono interviste a lui, alla moglie Francesca Jarbusova, a Ljudmila Petruševskaja e ad altri ‘figli della guerra’ che raccontano la loro storia, le loro storie di bambini venuti alla luce nel mezzo di un conflitto mondiale e nutriti, più che dal latte materno, dai racconti di padri e madri impegnati a difendere la Patria, a morire e a soffrire per lei. Purtroppo lo spazio ridotto della Galleria non permette di conoscere a fondo l’attività artistica di questo regista ma la perfetta organizzazione rende la visita molto piacevole e interessante. Se avete fortuna potrete anche vedere uno spezzone tratto da Šinel’ (Il cappotto), ultima fatica di Jurij Borisovič ancora in corso d’opera (vi sta lavorando da ormai 15 anni), per la mancanza di fondi e sostegni finanziari.
Se capitate a Mosca nelle prossime due settimane segnatevi un appunto sull’agenda: Galereja na Soljanke. Fino a metà giugno è aperta la mostra dedicata al grande Jurij Norštejn. Quadri, illustrazioni, bozze e disegni dei suoi capolavori passati e recenti, alcuni televisori in cui scorrono interviste a lui, alla moglie Francesca Jarbusova, a Ljudmila Petruševskaja e ad altri ‘figli della guerra’ che raccontano la loro storia, le loro storie di bambini venuti alla luce nel mezzo di un conflitto mondiale e nutriti, più che dal latte materno, dai racconti di padri e madri impegnati a difendere la Patria, a morire e a soffrire per lei. Purtroppo lo spazio ridotto della Galleria non permette di conoscere a fondo l’attività artistica di questo regista ma la perfetta organizzazione rende la visita molto piacevole e interessante. Se avete fortuna potrete anche vedere uno spezzone tratto da Šinel’ (Il cappotto), ultima fatica di Jurij Borisovič ancora in corso d’opera (vi sta lavorando da ormai 15 anni), per la mancanza di fondi e sostegni finanziari.
martedì 13 aprile 2010
Il riccio è nella nebbia e anche i suoi amici
Un nutrito gruppo di registi, sceneggiatori, produttori e altri lavoratori del cinema, tra i più interessanti dell'odierno cinema russo (ma questa è un'opinione personale), ha sottoscritto una lettera di dimissioni dall'Unione dei cinematografi. Tra loro ci sono autori di grandi film, come Jurij Norštejn, uno dei più grandi geni del cinema di animazione di tutti i tempi.
Criticano la gestione autoritaria (вертикаль самодержавной власти) di questa comunità professionale, il suo legame con i Palazzi del potere, la ricerca maniacale dei nemici interni ("маниакальный поиск внутреннего врага и изгнание непокорных"), la mancanza di scussione libera, il patriottismo su ordinazione, l'unanimità artificiosa. Non fanno alcun nome, ma si capisce benissimo di chi stanno parlando.
Si impegnano a organizzare una nuova Unione del cinema che possa difendere in modo adeguato gli interessi della categoria e del cinema nazionale. Il 16 aprile è fissata l'assemblea costitutiva di questo nuovo soggetto.
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