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giovedì 14 marzo 2013

Francesco vescovo di Roma

A caldo, da assoluta profana, si impone quel suo dirsi vescovo di Roma e mai papa. Quel "incominciamo questo cammino, vescovo e popolo. Il cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese, preghiamo sempre per noi l'uno per l'altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza".
E' un annuncio di primavera nel rapporto tra le Chiese? Un buon auspicio di unità?

PS ho fatto la foto a Vitebsk, Bielorussia, dove le chiese, a seconda degli andirivieni della Storia, cambiavano confessione e paramenti, passavano da cattoliche e ortodosse e poi ancora cattoliche ecc...

domenica 6 novembre 2011

Oggi è la festa di Cristo Re

Facendosi interprete del momento storico che stava vivendo, l'Europa tra le due guerre mondiali, il filosofo russo emigrato a Parigi, Nikolaj Berdjaev, partiva dalla domanda sul vecchio Continente che aveva visto tramontare il proprio primato culturale: la Russia, in virtù della sua trasversalità nei confronti della cultura europea, costituiva un punto di vista privilegiato per un'indagine sulla caratteristiche essenziali del pensiero europeo. Osservando l'esistenza di tanti, diversi Orienti e altrettanti Occidenti, il filosofo russo sfumava la contrapposizione tra Occidente antropocentrico e Oriente teocentrico: Atene e Gerusalemme sono entrambe patrimonio europeo ed entrambe, infatti, sono state dimenticate dalla modernità. Pur attratta dall'Oriente, la Russia aveva sempre vissuto della cultura occidentale, tanto che l'occidentalismo è stato un fenomeno tipico russo: per destino era stata così il luogo d'incontro o di lotta tra mentalità occidentale e mentalità orientale.
Per questo motivo, secondo Berdjaev, l'incontro con la cultura russa avrebbe potuto aiutare l'intera Europa a porsi la questione dell'universalismo (che egli opponeva al vuoto internazionalismo di marca sovietica): tendendo a una cultura senza barriere, dove Occidente e Oriente non fossero più due mondi e due visioni separate, si sarebbe potuta trovare la via per superare nazionalismi pericolosi, senza che le peculiarità di ogni singolo popolo venissero misconosciute.