VERSI COMPOSTI DI NOTTE IN TEMPO D'INSONNIA
Non dormo, non ho lume;
Buio ovunque, tetro torpore.
Il monotono ticchettio delle ore
Solo mi picchietta accanto,
Donnesco balbettare della parca,
Palpito della notte addormentata,
Fuga topigna della vita...
Perché mi turbi tu?
Che significhi, noioso borbottio?
Rimbrotto o protesta
Del giorno da me perso?
Da me che cosa vuoi?
Chiami o predici?
Io ti voglio intendere,
Cerco un senso in te...
1830
Il sogno è profetico, porta voci di angeli o suggerimenti
divini che danno qualche risposta, un po’ sibillina, per la verità; oppure disegna
nuovi scenari, dispiega potenzialità non ancora contemplate o ancora rivela
lati oscuri che ci appartengono e non conoscevamo.
Ma la penna dei poeti scricchiola volentieri di notte,
quando la mente rumina e il vuoto si riempie di brontolii indistinti. Quello non
è il tempo delle risposte. Sono le domande che si succedono ansiose e urgenti.
E’ il tempo, nel momento in cui più sembra svuotarsi e farsi nullo, che viene
preso per il collarino e interrogato.
